Rinascita di clinica in alcolismo Di Mosca

Mai più sole. Donne e Alcol.

La codificazione da alcolismo di prezzo in Balashikha

Prefazione di Paolo Guzzanti. Freddo pungente. La neve cadeva lenta, fitta,asciutta. Ma quella sera accadde qualcosa di straordinario:il tintinnio dei bicchieri colmi di champagne e le conversazioni tra colleghi sulle note della musica classica furono interrotti per dare la parola a Vladimir Putin, un ex collega che qualche mese prima era stato nominato primo ministro.

Quale dovesse poi essere la seconda parte della missione apparve subito chiaro. E si sentiva finalmente a casa sua. Nessuno è mai ex. Tutti sono sempre in servizio, anche se cambiano mestiere o vanno in pensione. Dmitry ricordava quel buio periodo in cui, per sopravvivere, molti ex agenti avevano dovuto piegarsi ad attività miserabili come quella di tassista abusivo, se non entrare addirittura nella malavita o passare al servizio della nuova classe dei ricchi come guardie del corpo.

Eravamo ormai al loro servizio, perché loro — quelli che per noi restavano i farabutti — erano adesso i nuovi padroni della Russia. Un Paese allo sfacelo. La sera in cui avvenne questa conversazione era quella del 20 dicembre il giorno prima i cittadini russi avevano votato alle elezioni parlamentari e il partito del primo ministro Putin, fondato da soli due mesi, aveva ottenuto un sorprendente 23 per cento: un solo punto in meno degli allora popolari comunisti.

Dalle strade e dai campi di Mosca emergeva di tutto: vecchie scarpe, pezzi di plastica, cartacce,mozziconi di sigarette, escrementi: insomma il consueto sudicio spettacolo che accompagna lo sciogliersi del manto invernale trasformato in poltiglia.

Era dunque arrivata la stagione in cui i moscoviti camminavano facendo lo slalom per evitare di infilare un piede in quella pappa gelata. Ecco le tappe di quella improvvisa e folgorante carriera. Una carriera in continua ascesa: il timido Vladimir era riuscito come nessun altro a conquistarsi i favori di Yeltsin.

I vecchi uomini dei servizi segreti, che per tanto tempo erano stati relegati ai margini della vita politica del Paese,adesso avevano di fronte una nuova eccitante prospettiva:uno di loro avrebbe presto raggiunto il vertice del potere,la presidenza della Russia.

In quel giorno di incipiente primavera ne avevano discusso. Ma non avevano elaborato alcun piano concreto,questo era il loro stile. Sarebbe stato il corso degli eventi a indicare come raggiungere lo scopo. E dovevano farsi trovare pronti. Ovvero a pensare a Vladimir Vladimirovich come la persona ideale per il futuro della Russia.

In effetti Boris Yeltsin, a causa della salute cagionevole e di un grave problema di alcolismo, diventava sempre più lunatico. A novembre del aveva inoltre subito un intervento al cuore che lo aveva costretto per mesi in ospedale. Per quasi tutto il secondo mandato era stato quindi introvabile. Si tratta soltanto di alcuni degli uomini più in vista di quel gruppo, la cui lista sarebbe lunghissima.

Putin era infatti riuscito a convincere Yeltsin della necessità di rinnovare i quadri della Kontora con la cosiddetta operazione Doloi okamenelosti v lampasakh! Che avrebbero pagato il loro debito al momento opportuno. Putin sembrava ormai essersi conquistato la fiducia di Yeltsin, ma questo non bastava. E ora, alla vigilia di un cambio di regime, erano alla ricerca di un erede che garantisse loro il mantenimento dello status quo.

Anzi: la completa sottomissione alla Famiglia. E ora che la fine del secondo e ultimo mandato di Yeltsin si avvicinava, la ricerca del candidato perfetto diventava spasmodica. Vladimir Putin sembrava davvero possedere tutte le qualità necessarie, visto che era sempre pronto a eseguire gli ordini, come se non avesse ambizioni rinascita di clinica in alcolismo Di Mosca.

La Famiglia aveva già dovuto affrontare negli anni precedenti momenti molto difficili, ma era sempre riuscita a cavarsela. Circa ottocento funzionari di rango elevato risultavano, secondo Skuratov, coinvolti inattività illegali o criminali. Erano finite nel suo mirino anche le privatizzazioni di numerose compagnie statali che il procuratore voleva accuratamente verificare e dichiarare nulle, convinto che fossero state realizzate in totale violazione della legge.

Questo significava che molti membri della Famiglia e loro alleati avrebbero dovuto restituire allo Stato i beni di cui si erano impossessati con le privatizzazioni selvagge degli otto anni precedenti.

Per la Famiglia il procuratore generale era diventato dunque un nemico mortale perché, oltre a perdere le ricchezze accumulate, i suoi membri vedevano aprirsi anche la prospettiva di finire in galera, se le indagini fossero continuate.

Putin vide allora schiudersi lo spiraglio che gli avrebbe permesso di ingraziarsi la Famiglia. O comunque sarebbe stato compito di un rinascita di clinica in alcolismo Di Mosca agente fabbricarne uno. Dopo il canale Rtr,il video fu subito trasmesso anche dalle altre emittenti.

Ebbe successo non soltanto in televisione, ma anche sul mercato delle cassette pornografiche pirata vendute nei sottopassaggi della metropolitana moscovita insieme ai classici del genere, quei film in cui si assiste alle attività di avvenenti fanciulle bionde con giovanotti in completo sadomaso. Dunque, per quanto riguardava Skuratov, la Famiglia poteva tirare un sospiro di sollievo, ma rimaneva ancora il premier Primakov, che aveva appoggiato le indagini del procuratore generale.

In politica Primakov si era poi accattivato le simpatie dei comunisti, cui aveva concesso importanti portafogli ministeriali. Secondo un sondaggio di VTSIOM condotto il marzo, il 64 per cento dei russi era pronto rinascita di clinica in alcolismo Di Mosca appoggiarlo se si fosse candidato per la presidenza, mentre soltanto il6 per cento avrebbe votato per Yeltsin.

La Famiglia era dunque nel panico. Tutti conoscevano la caparbietà di Primakov. La scena è alquanto insolita anche per una città eccentrica come la capitale britannica. La guardia del corpo — un aitante giovanotto, capelli scuri e occhi verdi — scende dalla Mercedes blu blindata, si guarda intorno e poi fa un cenno con il capo per dire che la strada è sicura: una tipica scena moscovita, nel cuore di Londra.

Per chi ha vissuto e lavorato come giornalista a Mosca, è una voce familiare e inconfondibile,ma fa uno stranissimo effetto udirla in Inghilterra. Avevo chiamato Boris Abramovich patronimico che rivela le sue origini ebraiche al cellulare per fissare un appuntamento. Poi cambia discorso e si mette a ridere e scherzare con gli amici che lo accompagnano. Chi è dunque questo oligarca che appare e scompare dalla scena russa? Ma mentre Avtovaz sopravviveva a stento, Berezovsky guadagnava milioni di dollari.

Adesso Berezovsky vive tra il suo ufficio nella Mayfair,nel centro di Londra, e la villa nel Surrey, sorvegliata da ex soldati della Legione straniera francese. Oggi, Boris Abramovich non ama parlare di Putin e delpassato ma, secondo quanto confermano anche i suoi ex collaboratori, era stato proprio lui a convincere i membri della Famiglia che a causa di Primakov pensavano già a fuggire dopo aver messo in salvo il capitale a puntare tutto su Putin, cooptandolo di fatto al loro interno.

Occorre dunque tornare brevemente a quegli anni per cogliere il ruolo determinante rinascita di clinica in alcolismo Di Mosca Berezovsky. Nel Yeltsin era già stato dato per spacciato.

Una volta rientrati a Mosca, al quartetto si unirono altri oligarchi e tutti insieme assegnarono a Chubais il compito di organizzare la campagna elettorale di Yeltsin. Chubais era uno dei cosiddetti giovani economisti delle riforme. Nel novembre delnel suo ruolo di direttore del Comitato della proprietà dello Stato russo, aveva diretto e influenzato il programma di rinascita di clinica in alcolismo Di Mosca dei beni statali, ma nel gennaio del una serie di scandali legati alle privatizzazioni selvagge di quegli anni lo aveva costrettoa dimettersi.

Ideologie e programmi non sarebbero da allora più serviti, poiché il potere aveva ormai forgiato la spada affilata che lo avrebbe reso invincibile. Dopo la vittoria di Yeltsin, gli oligarchi andarono comunque a reclamare il loro compenso, chiedendo apertamente al presidente di pagare il suo debito. Ognuno degli oligarchi arraffava quel che poteva, ma erano insaziabili: adesso chiedevano di fatto il controllo politico del Paese.

Il debito venne ampiamente saldato con gli interessi. Al contrario: ognuno degli oligarchi guardava ora al vicino con il sospetto che quello si fosse preso una fetta più grossa della propria e il risultato era che tutti litigavano rinascita di clinica in alcolismo Di Mosca tutti; come predatori, si rinascita di clinica in alcolismo Di Mosca rabbiosamente le spoglie stesse della Russia.

Agli occhi della popolazione, il Cremlino appariva rinascita di clinica in alcolismo Di Mosca preda al caos. La sfida del nemico numero uno della Famiglia era ormai pubblica.

Tutti lo davano ormai per spacciato, per di più con la minaccia di una vittoria del suo nemico personale Primakov che gli pendeva sul capo come una spada di Damocle, cosa di cui era ben consapevole. Come nelanche stavolta la Famiglia avrebbe vinto.

Qualche mese prima, a febbraio, Berezovsky aveva capito che molti membri della Famiglia contavano i giorni che gli restavano al potere: la sua giovane e bella compagna Yelena aveva compiuto trentadue anni e nessuno aveva chiamato per farle gli auguri. In Russia il compleanno è un avvenimento molto importante. Per questo i russi prendono scrupolosamente nota o ricordano a memoria la data di nascita delle persone per loro importanti.

Quel rinascita di clinica in alcolismo Di Mosca, di fronte al telefono muto, Berezovsky si rese conto di essere rimasto solo, senza alleati. Primakov lo perseguitava, Chubais era diventato un nemico e Gusinsky anche. Nessuno della Famiglia voleva più riceverlo. Boris si sentiva spacciato. Capace con le sole parole di annientare una persona o riscattarla. Fu dunque proprio questa inattesa visita per il compleanno di Lena a convincere Berezovsky ad appoggiare Putin.

Bisognava soltanto convincere la Famiglia ad ascoltarlo. La storia di Berezovsky, insomma. Ci incontriamo nel lussuoso ufficio in stile giapponese di Down Street di Berezovsky, dove Dubov ha uno studio a disposizione. Sin dal primo incontro mi ha ispirato simpatia. Ci fu poi un episodio specifico che mi convinse. Boris allora mi disse di chiamare Putin, di fissare un incontro, magari pranzarci assieme e spiegargli la situazione.

Rinascita di clinica in alcolismo Di Mosca volle neanche mangiare, né chiese un rublo per il disturbo. Era la prima volta che mi imbattevo in un funzionario statale che non chiedeva soldi e rifiutava un pranzo gratis in un buon ristorante. Lo raccontai a Boris e anche lui rimase sorpreso.

Erano esattamente le parole che Yeltsin voleva sentir pronunciare, mi racconta la fonte che si occupava delle relazioni tra i servizi speciali e il Cremlino. Aveva trovato il candidato ideale, la persona che soddisfaceva tutti. Ma a Berezovsky e alla Famiglia del passato di Putin poco importava. Si sentivano ancora una volta invincibili. Avevano la carta giusta. A Putin avevano proposto un patto: una volta al Cremlino lui sarebbe stato il presidente solo de iureperché de facto le redini avrebbero continuato a tenerle loro, mi racconta la fonte del Cremlino.

Putin aveva acconsentito senza fare obiezioni. Rispetto alle elezioni delvincere le successive sarebbe stato un gioco da ragazzi.

Ci avrebbero pensato i politologi rinascita di clinica in alcolismo Di Mosca i media del Cremlino a comporla. E infatti erano già al lavoro. Gli abili politologi del Cremlino crearono allora nel mese di settembre Yedinstvo Unitàun partito senza alcuna ideologia politica se non quella di dare il necessario supporto a Putin.